Tra i fattori che permettono alle aziende di maturare un maggior vantaggio competitivo troviamo l’adozione di un approccio data‑driven. Questo comporta che le decisioni strategiche siano guidate e dettate dai dati che, se analizzati in modo rapido ed efficace, consentono di reagire velocemente a nuove sfide del mercato, oppure di cogliere tempestivamente nuove opportunità di business. Risulta di fondamentale importanza, quindi, fare affidamento su dati che riflettano la situazione in tempo reale. Ed è qui che entrano in gioco i Fast Data, un sottoinsieme dei Big Data che raccoglie solo i dati essenziali, ossia quelli che devono essere sempre disponibili e aggiornati 24/7 per permettere di guidare le decisioni aziendali.

 

Il contesto delle architetture tradizionali

Le infrastrutture IT tradizionali sono costruite secondo un approccio “request‑based”, in cui l’accesso ai dati aggregati provenienti da diverse sorgenti avviene grazie a logiche di integrazione che, al momento della chiamata API, mettono insieme i dati derivati dal back‑end. In questo modo, ogni richiesta va a insistere direttamente sui Systems of Record (SoR) aziendali (gestionali, e‑commerce, CRM o qualunque altro tipo di sistema nel quale sono immagazzinati dei dati), i quali si trovano a dover gestire un elevato carico di lavoro.

 

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È evidente che adottare un approccio “request-based” presenta diversi limiti, tra cui:

  • Alti costi di scalabilità e manutenzione;
  • Elevata complessità a livello infrastrutturale;
  • Difficoltà nel mantenere operativi 24/7 SoR datati e raggiungerli tramite chiamate API;
  • Mancanza di comunicazione fra i diversi Systems of Record e, di conseguenza, rischio di dati orfani;
  • Scarsa agilità e basse prestazioni;
  • Difficoltà nell’aggiungere dati da nuovi SoR a causa di logiche di aggregazioni già esistenti;
  • Incapacità di reggere carichi di lavoro pesanti su macchine legacy.

 

Il Digital Integration Hub, una nuova prospettiva

Per superare questi limiti, si sta diffondendo un nuovo paradigma architetturale “event‑based” che permette di migliorare l’integrazione dei dati. Si tratta di quello che la società di ricerca Gartner definisce Digital Integration Hub (DIH), un nuovo tipo di architettura che prevede l’inserimento di uno strato di gestione dei dati che disaccoppia la comunicazione tra i Systems of Record e i canali esterni.

 

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This graphic was published by Gartner, Inc. as part of a larger research document and should be evaluated in the context of the entire document. The Gartner document is available upon request from [https://www.gartner.com/en/documents/39873673].

Gartner does not endorse any vendor, product or service depicted in its research publications, and does not advise technology users to select only those vendors with the highest ratings or other designation. Gartner research publications consist of the opinions of Gartner’s research organization and should not be construed as statements of fact. Gartner disclaims all warranties, expressed or implied, with respect to this research, including any warranties of merchantability or fitness for a particular purpose.

 

Questo paradigma architetturale ha tre grosse differenze rispetto al precedente:

  • Le richieste API insistono su una replica dei dati, disaccoppiati dai SoR, disponibile in near real‑time. Le risposte saranno quindi molto più veloci, sempre aggiornate e disponibili 24/7, anche nel caso in cui alcuni SoR dovessero essere disattivati per manutenzione o in seguito a un problema;
  • Grazie al modello di Command Queue Responsability Segregation (CQRS), tutti i dati sono sempre aggiornati. Quando un record subisce una modifica, le Projection vengono modificate e, a loro volta, aggiornano le Single Views collegate;
  • I dati sono già aggregati e strutturati in Single View secondo le necessità del singolo canale da cui arriva la richiesta: la risposta a ciascuna richiesta è così disponibile pronta all’uso.

 

I benefici del Digital Integration Hub

I vantaggi offerti dall’adozione di un Digital Integration Hub sono molteplici e comprendono:

  • Una migliore User Experience per gli utenti finali, in quanto i sistemi e i dati richiesti sono più reattivi;
  • Servizi API disponibili 24/7, grazie alla scalabilità e all’affidabilità dei nuovi sistemi;
  • Disaccoppiamento dei servizi API dai SoR, che porta ad avere SoR sottoposti a carichi di lavoro meno pesanti, perché non devono più gestire direttamente le richieste verso i client esterni; 
  • Supporto alla modernizzazione dei sistemi legacy che, una volta disaccoppiati dalla fornitura dei servizi, possono essere facilmente aggiornati e, dove possibile, anche sostituiti da tecnologie cloud;
  • Supporto all’integrazione e aggregazione dei dati provenienti da diversi SoR, applicando anche logiche di trasformazione, se necessario;
  • Monitoraggio avanzato e in near real‑time sull’andamento delle richieste, utile sia a scopo di debug, sia per fornire insight per analisi di business.

 

Come funziona Mia‑Platform Fast Data

Mia‑Platform Fast Data è la chiave che permette di costruire un’architettura ad eventi. Grazie ad esso sarà possibile creare lo strato di gestione dei dati che disaccoppia i Systems of Records dai canali esterni, creando il proprio Digital Integration Hub.

 

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Mia‑Platform Fast Data è costruito secondo il paradigma Data Mesh, un nuovo approccio all’architettura dei dati aziendali che permette di trattare i dati come un prodotto. La nostra soluzione si basa su tre principi:

  1. I SoR sono considerati come la “fonte di verità” dei dati;
  2. I dati vengono ingeriti dai SoR, arrivano sulla piattaforma di Data Mesh e vengono validati in forma Raw;
  3. I dati Raw vengono normalizzati e strutturati per diversi usi e vengono esposti ai consumer.

I dati vengono raccolti dai SoR tramite diversi metodi di ingestion, che dipendono dal tipo di dato e dalla velocità con la quale lo si vuole processare, e caricati su una coda Apache Kafka. Da qui, i dati vengono estratti e caricati su delle Projection di MongoDB: le Projection sono repliche delle singole entità (ad esempio, una tabella di un database relazionale) in cui si trova il dato originale. Questo significa che per ogni entità all’interno di un SoR esiste una e una sola Projection creata all’interno di MongoDB, che sarà una replica (proiezione) dell’entità originale.
A loro volta, i dati contenuti nelle Projection verranno aggregati per creare le Single View, ovvero un insieme di dati raggruppati e organizzati per rispondere alle esigenze dei canali che li richiedono. Infine, questi dati sono esposti e resi disponibili all’esterno tramite API. La lettura dei dati sui rispettivi SoR, l’aggregazione e l’esposizione del dato ai diversi canali avviene in un tempo brevissimo, offrendo così un sistema near real-time. 

Fornendo dati sempre disponibili e aggiornati, le aziende che decidono di adottarlo potranno diventare data‑driven e aprire nuove possibilità di business. Mia‑Platform Fast Data è in continuo miglioramento: con Mia‑Platform v9.0, disponibile a partire dal 28 Aprile 2022, sono stati introdotti componenti Low Code. L’approccio Low Code/No Code velocizza molte operazioni e riduce il rischio che vengano commessi errori nello svolgimento: per questo motivo Gartner ha indicato le funzionalità low code/no code come uno dei 4 trend cloud-native del 2022

 

Il Fast Data Low code

Nell’ottica di semplificare il lavoro degli sviluppatori e migliorare sempre di più la Developer Experience, con Mia‑Platform v9.0 siamo intervenuti direttamente nella fase di setup, riducendo drasticamente il tempo e lo sforzo richiesti per la configurazione

Con questo nuovo aggiornamento, infatti, non sarà più necessario scrivere manualmente il codice per effettuare la ricerca delle Single View da aggiornare e per definire come il dato dovrà essere aggregato, ma sarà sufficiente scrivere delle configurazioni JSON che specificano in modo dichiarativo come si vuole implementare il Fast Data. Nel caso in cui ci fosse bisogno di configurazioni più elaborate o customizzate, ci sarà sempre la possibilità di scrivere del codice personalizzato.

Oltre a questo grosso miglioramento, alcune sezioni sono state rese completamente No code, come ad esempio la creazione dei System of Record e la creazione delle Projections al loro interno. In particolare, ora si può importare direttamente un file DDL Schema, evitando così la creazione manuale di ogni singola Projection. Il processo è molto semplice: per prima cosa bisognerà scaricare il file DLL dal database, una funzionalità comune a molti DBMS. Una volta esportato il file, basterà semplicemente caricarlo in pochi click. Durante il caricamento è possibile verificare i dati importati ed effettuare eventuali modifiche; il processo di creazione sarà poi effettuato in automatico. 

 

Conclusione

Mia‑Platform Fast Data è lo strumento che abilita la costruzione del tuo Digital Integration Hub offrendo la miglior Developer Experience possibile ai team di sviluppo che lo utilizzeranno. Il nostro obiettivo, infatti, è semplificare continuamente l’esperienza di utilizzo di Mia‑Platform per permettere agli sviluppatori di dedicarsi principalmente allo sviluppo di funzionalità legate al core business dell’azienda, riducendo il tempo passato a preoccuparsi delle operazioni di configurazione e manutenzione. Grazie alle novità low code/no code introdotte con Mia‑Platform v9.0, non solo le operazioni di configurazione saranno più veloci, ma si limita anche la possibilità che vengano commessi errori durante lo svolgimento delle operazioni.

In Mia‑Platform lavoriamo costantemente per riportare al centro il team di sviluppo. I nostri continui sviluppi contribuiscono a migliorare la Developer Experience, così che gli sviluppatori possano creare servizi sempre più competitivi, scalabili e adattabili alle esigenze di mercato. 

Don’t waste time to set up your platform, just push the code!


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