Individuare la più adatta comunicazione tra le sorgenti dati e gli applicativi aziendali permette di creare un legame forte, resiliente ed estensibile che può essere sfruttato e crescere per anni. I rischi di non avere il tipo di precisione consentito da un connettore dati flessibile sono individuabili in una minore sicurezza e scarsa integrità dei sistemi di dati.
A questo scopo, il modello REST API è stato utilizzato con successo per anni, poiché offre alcuni vantaggi come l'accesso strutturato alle informazioni e server stateless. Tuttavia, la crescente complessità legata alle applicazioni web-based ha lasciato spazio di recente all’affermarsi di un altro modello di trasferimento e manipolazione dei dati: GraphQL.

Approfondiamo le differenze tra questi due paradigmi e le loro applicazioni.

 

Cos'è GraphQL?

Nonostante sia un'architettura relativamente nuova, GraphQL sta rapidamente diventando una valida opzione. GraphQL è un linguaggio di query noto per avere uno schema estremamente tipizzato, e per fornire agli sviluppatori le informazioni di cui hanno bisogno per la creazione di nuove applicazioni e il trasferimento di dati. Lo schema GraphQL identifica i parametri di input e le possibili risposte in modo abbastanza chiaro, riducendo la confusione e la rielaborazione spesso necessaria con altri modelli API per garantire risultati coerenti.

 

Casi d’uso di GraphQL 

Lo schema di definizione del linguaggio (SDL) di GraphQL offre una serie di benefici agli sviluppatori, quali la possibilità di utilizzare una documentazione API auto-generata. Questo si rivela particolarmente utile nei progetti di grandi dimensioni e caratterizzati da notevole complessità. 

Con GraphQL è possibile accelerare i tempi di sviluppo, abilitando un facile accesso per gli sviluppatori front-end alle librerie client e ad altre funzionalità quali aggiornamenti in real-time e optimistic UI. Questi strumenti permettono di portare velocemente le nuove applicazioni alla fase di testing, senza sacrificare la sicurezza e l’integrità delle applicazioni stesse. 

 

Che cos’è una REST API ? 

Definita per la prima volta nel 2000 da Roy Fielding, le REST API (REpresentational State Transfer) richiedono il rigido rispetto di determinati requisiti al fine di identificare un'interfaccia come RESTful. Secondo questo paradigma, ogni documento, immagine, collezione di risorse o oggetto temporale può essere identificato come risorsa che consente di accedere all’informazione, tradurla e disseminarla verso altre applicazioni. I principi guida di REST includono: 

  • Client-Server: le interfacce possono essere scalate più efficacemente grazie a componenti server semplificati, permettendo di mantenere l’interfaccia uniforme indipendentemente dalla capacità di data storage.

  • Stateless: lo stato della sessione è interamente affidato al client.

  • Cacheable: le risposte alle richieste devono essere implicitamente identificate come cacheable o non-cacheable, permettendo il riuso dei dati nelle future chiamate.

  • Uniform Interface: REST presenta quattro vincoli di interfaccia, tra cui la manipolazione delle risorse attraverso rappresentazioni, hypermedia come motore di stato, identificazione delle risorse e messaggi autoesplicativi. Questi aiutano a semplificare l’interfaccia e velocizzare lo sviluppo.

  • Layered System: Con REST, le architetture stratificate non permettono ai componenti di interagire al di fuori del loro layer.

  • Code on Demand (Optional): gli sviluppatori possono semplificare i client estendendo il codice eseguibile con linguaggi di scripting e applet.

 

Casi d’uso di REST API 

Grazie alla semplicità e definizione delle operazioni, REST API è diventato lo standard de facto: permette agli sviluppatori di accedere rapidamente alle risorse - identificate tramite URL - e ha l’obiettivo di standardizzare le interfacce.
Il fatto che REST sia una standardizzazione del modo in cui l’informazione è catturata e trasmessa, non deve portare a confondere questo paradigma con HTTP,  il protocollo di comunicazione più utilizzato per lo scambio tra server e client. 

Tra i benefici delle REST API troviamo anche la semplicità di integrazione che permette agli sviluppatori di realizzare velocemente nuove applicazioni riutilizzando le tecnologie esistenti piuttosto che doverle sviluppare nuovamente da zero. A questo scopo non sono necessarie particolari informazioni: è sufficiente condividere le informazioni base per accedere e utilizzare immediatamente le API RESTful. 

Negli anni il paradigma REST è diventato molto popolare proprio perché offre una grande flessibilità; tuttavia, può presentare alcuni problemi di prestazioni nel trasferimento di grandi volumi di informazioni, necessari nelle moderne applicazioni mobile e web.

 

Benefici e limitazioni di GraphQL versus REST API

Sotto un certo punto di vista, GraphQL potrebbe essere considerato lo strumento più potente tra i due, dal momento che restituisce una descrizione completa e immediatamente comprensibile dei dati interni a una specifica API, mentre REST presenta alcune difficoltà legate alla necessità di over- o under-request i dati in una specifica query. GraphQL permette agli sviluppatori di individuare più facilmente i dati richiesti per eseguire un’azione, permettendo inoltre di consolidare dati da molteplici sorgenti all'interno di un’unica richiesta. 

Inoltre, attraverso un meccanismo chiaro e utile di segnalazione degli errori e un’interfaccia semplice e intuitiva, GraphQL sta diventando uno strumento importante per gli sviluppatori che lavorano su progetti che gestiscono grandi volumi e richiedono un rapido ciclo di sviluppo.

GraphQL offre infine la possibilità di testare le API direttamente nel proprio editor - un’altra opportunità per semplificare il lavoro. 

 

D’altra parte, REST rimane la scelta principale per la maggior parte degli sviluppatori, grazie alla flessibilità che offre. Permette di gestire una serie di chiamate differenti dal momento che non è vincolato a un metodo o a una risorsa specifica. La sua resilienza si esprime anche nella possibilità di chiamare e conservare in cache grandi volumi di informazioni, sviluppando al contempo un’interfaccia uniforme indipendente dalle evoluzioni dell’applicazione. 

Un altro beneficio di REST è la possibilità di creare un’architettura stratificata, aumentando le opzioni per un’applicazione modulare che possa scalare rapidamente. REST può restituire YAML, JSON o XML - o ogni altro formato - migliorando così l’usabilità del protocollo e riducendo il rischio di errore dovuto a ordini di parametri o nomi non corretti. 

 

Noi di Mia-Platform non siamo orientati esclusivamente verso un’opzione o l’altra; a prescindere dalla scelta per REST o GraphQL, puoi utilizzare il set di strumenti Mia-Platform per gestire l’intero ciclo di vita delle tue API e velocizzare l’accesso alle informazioni da diversi client.

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Questo articolo è stato scritto da Mia Liang.

 

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