La business agility è la capacità di competere sul mercato digitale rispondendo ai rapidi cambiamenti che lo caratterizzano e cogliendone le opportunità. Per raggiungere tale capacità è necessario dotarsi di un’architettura componibile e in continuo miglioramento che permette di ottenere, in primo luogo, l’IT agility. 

In questo articolo andiamo ad approfondire proprio quest’ultima per capire come mai sia strategica nel mercato di oggi. 

 

La legge di Conway

Per comprendere a fondo l’IT Agility è importante conoscere la Legge di Conway, per la quale i sistemi aziendali riflettono la struttura organizzativa dell’azienda. La sua storia è interessante. Nel 1967, l’informatico Melvin Conway propose alla Harvard Business Review l’articolo "How Do Committees Invent?" ("Come inventano i comitati?"), dove propose questa sua riflessione: "Qualsiasi organizzazione che progetta un sistema (definito in senso lato), produrrà un progetto la cui struttura è una copia della struttura di comunicazione dell'organizzazione". HBR rifiutò l’articolo, che venne successivamente pubblicato altrove. Nel 1975 il concetto fu ripreso da Fred Brooks nel suo saggio “The Mythical Man-Month: Essays on Software Engineering”, che coniò per quella frase il nome di Legge di Conway. 

Possiamo dire che la Legge di Conway sia implicitamente un approccio alla misura della business agility. Prendendo l’osservazione sulle organizzazioni e comunicazioni dell’epoca e contestualizzandola nello scenario attuale, possiamo parlare di inversione della legge di Conway, almeno nel mondo IT: i sistemi che progettiamo non solo riflettono, ma condizionano fortemente l’organizzazione aziendale

Per questo, se vogliamo che la nostra azienda diventi agile, flessibile, in grado di scomporsi e ricomporsi in forme nuove per assecondare i bisogni del mercato, dobbiamo partire dai sistemi IT e progettarli in modo che essi stessi siano agili, flessibili e componibili. 

La business agility passa quindi prima di tutto dall’IT agility e una volta compreso e messo in pratica questo concetto possiamo parlare di agility by design.

 

I tre paradigmi dell’IT agility

Le parole chiave delle architetture moderne sono evolvibilità, decoupling e digital integration hub. Sono questi i paradigmi dell’IT Agility, che permettono di dare al business l’agility by design di cui ha bisogno. Li spieghiamo brevemente nei prossimi paragrafi. 

 

Architetture flessibili che evolvono con il business

Nell’ottica della business agility, sempre più spesso si parla di architetture IT componibili che permettono alle aziende di diventare “composable enterprise”. Il termine composable enterprise, azienda componibile, indica una strutturazione del software aziendale che permette di scomporre e ricomporre con semplicità le funzioni a seconda delle necessità del momento, aggiungendo o eliminando le componenti in uso esposte tramite specifiche interfacce web. La società di consulenza, ricerca e analisi Gartner crede molto in questo approccio, e lo ha descritto nel dettaglio all’interno del white paper “Future of Applications: Delivering the Composable Enterprise”.

È sempre più forte la richiesta di adattabilità delle architetture applicative, da parte delle aziende, per far fronte alle richieste di un mercato in continua evoluzione. L’approccio più utilizzato per rispondere a questa richiesta è quello delle evolvable architectures (architetture evolvibili), pensate per operare al meglio nei moderni ambienti IT virtualizzati, on premises o in cloud, che si fondano su un approccio a microservizi e su infrastrutture a container (generalmente orchestrate tramite Kubernetes).

 

l Digital Decoupling Layer per accelerare la creazione di nuovi prodotti digitali

Per rendere l’azienda componibile è fondamentale disaccoppiare i canali rivolti agli utenti finali dall’infrastruttura IT sottostante. Questo permette di acquisire una maggiore fluidità e rapidità nell’affrontare nuovi progetti digitali. Questo processo corrisponde alla creazione di un digital decoupling layer, in grado di rispondere alle esigenze di adattabilità ed evolvibilità delle aziende. 

Si tratta di uno strato software che disaccoppia e gestisce l’integrazione di dati e servizi, e che permette di innovare applicazioni interne, canali di contatto e offerta di prodotti e servizi per andare incontro alle esigenze dei clienti in continua evoluzione.

 

Il Digital integration Hub per gestire le complessità dell’omnicanalità

Il processo di digital decoupling si realizza grazie all’implementazione di un Digital Integration Hub, il paradigma architetturale razionalizzato da Gartner che permette di migliorare la customer experience, modernizzare i sistemi e aprire nuove partnership commerciali in modo più semplice e veloce. 

Come? Da un lato, grazie all’utilizzo di API (Application Programming Interfaces) per fornire un accesso più rapido alle applicazioni e ai dati dei sistemi legacy aziendali

Dall’altro lato, sul fronte dei dati, dando supporto al data-streaming in tempo reale e a data store ad alte prestazioni, attraverso il paradigma Fast Data, in modo da superare le rigidità e limitazioni dei backend esistenti. 

Grazie all’adozione di un Digital Integration Hub, le organizzazioni hanno l’opportunità di abbracciare il paradigma dell’omnicanalità, e stabilire in modo immediato nuovi punti di contatto con gli utenti finali e i consumatori senza sovraccaricare i sistemi legacy esistenti e senza accumulare debito tecnico. 

 

Conclusioni

Per competere nel contesto attuale e rispondere alle sfide digitali e di business in continuo cambiamento, le aziende devono dotarsi di architetture IT componibili, flessibili ed evolvibili in grado di massimizzare l’adattabilità e rapidità di reazione alle esigenze del mercato. Grazie a un alto livello di business agility, le risorse aziendali sono disponibili con continuità e possono essere rimappate per rispondere a qualsiasi variazione di business, di processo o di tecnologia. 

A livello IT è fondamentale acquisire un approccio agile by design (IT Agility) per evolvere verso il paradigma della composable enterprise, per reagire tempestivamente alle necessità del business e dei clienti grazie all’utilizzo di architetture IT basate su componenti componibili e riutilizzabili in diversi contesti e combinazioni. 


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